Il corpo, luogo di incontro tra sacro e profano

Ad indagare l’affascinante tematica del corpo nell’11° edizione dell’Etnofilmfest – l’atteso festival dedicato alla produzione documentaristica italiana- ci pensa Fabio Gemo, stimato antropologo, presentando una prospettiva inedita sul tema grazie a una straordianaria collezione di documentari in concorso. Grandi personalità del panorama culturale contemporaneo si alterneranno nel corso delle quattro giornate dedicate all’evento. Il filo conduttore che attraversa il Festival è il richiamo alla complessa relazione tra il modo di vivere tutto umano la “corporeità” e la percezione di una dimensione spirituale che porta a trascendere la realtà di ogni giorno. La sfida dunque che tanti artisti hanno colto è la possibilità di creare un linguaggio capace di fungere da tramite per indagare questa eterogenea connessione. Attraverso il linguaggio cinematografico si assiste così all’adozione di diversi linguaggi come quello letterario, filosofico, antropologico e drammaturgico, che trovano all’interno di un tale contesto voce in capitolo.

Le protagoniste della prima giornata del 31 Maggio, la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio e Cecilia Mangini una delle più importanti documentariste italiane, discuteranno insieme e presenteranno il documentario fuori concorso Lievito Madre-Le ragazze del secolo scorso,

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realizzato principalmente da Concita De Gregorio e Esmeralda Calabria. In seguito, il 1 Giugno interverrà Marino Niola, antropologo e giornalista, il quale analizzerà con il pubblico l’immagine conflittuale della vita posta sempre più alla stregua della ricerca spasmodica di un corpo ‘perfetto’. Si proseguirà con la presentazione dello straordinario percorso umano ed artistco del noto drammaturgo e regista cinematografico Fernando Arrabal, attraverso il suo lavoro teatrale Cuerpo y Alma en Oracion.

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Il 2 Giugno sarà la volta del celebre filosofo Umberto Galimberti che si interrogherà sull’ambiguità e il simbolismo del concetto di corpo, in particolare sul significato attribuitogli in occidente. L’evento del 3 Giugno verterà invece sulle strutture processionali, le così dette “macchine a spalla”, dichiarate già patrimonio dell’UNESCO: un esempio ne sono quelle di Noala, Viterbo, Sassari e Palmi. Tante altre splendide rappresentazioni artistiche incorniceranno l’ultima giornata del Festival con spettacoli teatrali influenzati dall’arte di Arrabal, documentari fuori concorso, mostre d’arte improntate sullo stile eclettico di Giorgio Finamore e perfomance come quella dei Bloody Cirkus.

Infine, sarano presenti molti maestri del documentario italiano come Mirco Melanco, Antonio Marazzi, Karine De Villers e Mario Brenta e una giuria d’eccezione che premierà i migliori tra i 10 documentari in concorso.

Per Info:

Centro Studi sull’Etnodramma (sede operativa)

via Montericco, 1 – 35043 Monselice Pd – Italia

 tel. 328 6672328

info@etnodramma.it