C’è molto Veneto nella commedia noir “Finché c’è Prosecco c’è Speranza”, a partire dal regista, il veneziano Andrea Padovan, passando per la casa di produzione, la veronese K+, e finendo nella distribuzione, la patavina Pathénos Distribuzione, cui si aggiungono anche diversi interpreti, come Roberto Citran e Mirko Artuso, oltre all’autore del romanzo da cui è tratto, Fulvio Ervas. Ciliegina sulla torta non poteva essere che l’ambientazione sulle colline di Valdobbiadene, dove il Prosecco è DOCG.

 

Il film racconta le indagini del singolare ispettore Stucky, metà persiano e metà veneziano, alle prese con una serie di omicidi e l’unico indiziato è un morto suicida, il conte Desiderio Ancillotto, un grande vignaiolo. Sullo sfondo, tra i filari, una battaglia per la difesa del territorio e delle bollicine che anima bottai, osti, confraternite di saggi bevitori: Stucky intuisce presto che la soluzione dei delitti passa attraverso il modo di vedere la vita, e la vite, del conte Ancilotto. E che nella sua cantina, tra vetro e sughero, alcol e lieviti addormentati, si agita un mondo che non vuole scomparire ma, al contrario, rivendica un futuro.

 

Presentato alla Festa del Cinema di Roma il 29 ottobre, il titolo arriva sugli schermi di tutta Italia a partire dal 31 ottobre.